Non pensate più all’americano medio come a Homer Simpson o Peter Griffin, oggi la middle class a stelle e strisce è sempre più pervasa dalla sindrome di Lester Burnham.
Il protagonista di American Beauty, interpretato da un sontuoso Kevin Spacey, è un uomo in piena crisi di mezza età, che si allena intensamente per migliorare la sua forma fisica e conquistare Angela, giovane vicina di casa minorenne amica di sua figlia. Celebre la frase mentre fa jogging “Voglio apparire bello nudo”. Battuta che riflette il suo tentativo di riconquistare il controllo sulla sua vita, concentrandosi ossessivamente sull’apparenza fisica, anche a rischio della propria salute e della stabilità delle sue relazioni.
L’ossessione per il proprio aspetto fisico non è una novità per la società americana – lo stesso film di cui prima ne fa una arguta critica – tuttavia nei suoi eccessi l’America è ancora il regno del junk food dove più del 40% della popolazione soffre di obesità.
In questo spaccato ci sono alcuni dati che vanno attentamente analizzati e riguardano gli snack e i medicinali dimagranti, nulla di più distante ma entrambi molto presenti nella nuova dieta americana.
Negli ultimi anni, i marchi di snack tradizionali hanno subito un calo delle vendite. Secondo un rapporto di Nielsen, nel 2023 le vendite di snack confezionati negli Stati Uniti sono diminuite del 4%, con una contrazione più marcata per i prodotti ad alto contenuto di zuccheri e grassi. Questo declino è attribuibile al crescente interesse per diete più salutari e cibi naturali.
Parallelamente, l’uso di medicinali dimagranti come l’Ozempic ha visto un’impennata significativa. Sebbene progettato per trattare il diabete di tipo 2, l’Ozempic è diventato popolare per il suo utilizzo off-label come soluzione rapida per la perdita di peso. Il New York Times riporta che l’uso di Ozempic è aumentato del 500% dal 2021 (anno della sua commercializzazione) al 2023. E anche il suo prezzo continua a lievitare sensibilmente, arrivando a toccare quest’anno anche i 1000 dollari per confezione. L’ abuso di questo farmaco ha portato l’Ema e l’Fda ( Food & Drugs) ad esporsi e a segnalarne gli effetti collaterali, tra cui nausea e potenziali problemi cardiovascolari.
In questo strano contesto di crisi e cambiamento succede che Mars, uno dei leader nella vendita di prodotti dolciari confezionati, con una operazione controcorrente decida di investire ben 36 miliardi di dollari per comprarsi il gruppo Kellanova, multinazionale del settore alimentare che produce le celebri patatine Pringles. Accordo che risulta essere ad oggi l’acquisto più oneroso nel settore degli alimenti confezionati.
La mossa può sembrare scriteriata per alcuni, in un periodo di forte crisi per il comparto, in realtà potrebbe rivelarsi strategicamente vincente.
Mars, che già detiene un ampio portafoglio di prodotti alimentari, sta cercando di consolidare la propria posizione nel mercato degli snack allargando la propria influenza anche al mondo degli alimenti salati. Non solo, questo acquisto riflette la tendenza dei grandi player a diversificare e innovare – in particolare in tempo di crisi – per rispondere alle nuove domande ed esigenze del mercato. Difatti più che Pringles, può essere che l’interesse di Mars sia per quei prodotti maggiormente salutari prodotti da Kellanova, come ad esempio le famose barrette Kellog’s, alternative healthy al mondo ipercalorico fatto di Twix m&m,s e Snickers.
Insomma quanto fatto da Mars non è nulla di nuovo rispetto alle vecchie care regole non scritte della finanza: mai mettere le uova nello stesso paniere soprattutto in tempo di crisi; e se hai un nemico fastidioso, compratelo. Ora tocca solo scoprire se i consumatori, americani e non, apprezzeranno.
Ma diciamo che non mi sorprenderei, nella nuova America dell’Ozempic, ad un remake di E.T dove il bambino offre all’extraterrestre non gli m&m’s, ma una barretta ipocalorica Special K ai semi di zucca e ribes.







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