Non più tardi di qualche settimana fa, la Presidente della Commissione europea, Ursula Von De Leyen aveva tuonato, dopo un trilaterale a Parigi con Macron e Xi Jinping, di essere pronta ad una ipotetica guerra commerciale per contrastare l’invasione di prodotti cinesi nel Vecchio continente: “I prodotti sovvenzionati dal Paese come veicoli elettrici e acciaio stanno inondando il mercato europeo…il mondo intero non può assorbire la sovrapproduzione della Cina…Rimango fiduciosa che si possano compiere ulteriori progressi, ma allo stesso tempo siamo pronti a fare pieno uso dei nostri strumenti di difesa commerciale”.
Tra l’altro dalle parole l’Europa era passata ai fatti – cosa rara ma che ci può stare in tempi di elezioni europee – con la decisione proprio della Commissione di istituire, seppur in via provvisoria per ora, dei dazi nei confronti delle auto elettriche cinesi. Saranno tassate del 17,4% le importazioni di Byd, del 20% quelle di Geely e del 38,1% quelle di Saic, del 21 e del 38,1% quelle delle altre case automobilistiche.
Questa decisione era stata resa nota il 12 giugno. 2 giorni dopo, proprio nella Germania di Ursula Von der Leyen, sono iniziati gli europei di calcio, l’evento sportivo più importante del continente, e, per un brutto gioco del destino, tra i main sponsor della manifestazione ritroviamo proprio la casa automobilistica cinese Byd, un colosso industriale che quest’anno ha sorpassato Tesla attestandosi come più grande produttore di veicoli elettrici al mondo.
Tra l’altro la società cinese sarà automotive partner dell’evento, ruolo che nella scorsa edizione fu della tedesca Volkswagen, altra casualità significativa, pertanto fornirà tutti i veicoli della manifestazione e presenterà in Germania, in sedi selezionate dall’Uefa, le sue nuove autovetture e altri prodotti tecnologici.
La Byd, inoltre, non è la sola company cinese ha sponsorizzare l’evento, e anche le altre naturalmente appartengono al mondo della tecnologia che la nostra Commissione europea sta attenzionando.
Abbiamo Hisense, leader cinese dei televisori, già sponsor dal 2016 dell’evento che quest’anno fornirà addirittura i monitor per il Video Assistant Referee (VAR); Alipay e AliExpress, entrambe del gruppo Alibaba, il primo sistema di pagamento che da quest’anno permette di collegare carte occidentali per fare pagamenti anche in territorio cinese, il secondo noto e-commerce; infine Vivo produttore di smartphone cinese che si sta affermando anche in Europa.
C’è da segnalare però un grande assente, presente nella passata edizione, ossia TikTok, la piattaforma di proprietà della cinese ByteDance. Il social molto popolare nel nostro continente è anch’esso da tempo sotto il mirino della Commissione, che sta pensando di emulare quanto fatto dal Congresso USA, che con una legge ha imposto a ByteDance la vendita del ramo americano, pena il ban totale dal mercato a stelle e strisce.
Insomma ad oggi i player cinesi non sembrano essere granché spaventati dai dazi europei e il fatto che siano venuti a prendersi a suon di milioni la visibilità dell’europeo ne è la prova lampante.
La speranza è che questo sia un campanello d’allarme per la politica: perdere la sponsorizzazione dell’europeo di calcio non è un grosso problema, perdere una guerra commerciale potrebbe esserlo irrimediabilmente per le nostre economie.
Articolo pubblicato su Emme24 il 24/06/2024







Lascia un commento